• Protezione per i bambini in fuga

    Una miseria senza via di scampo. Migliaia di profughi minori non accompagnati sono costretti ad affrontare senza alcun sostegno la disperazione di Moria: 19'000 rifugiati vivono in un campo profughi progettato per 2800 persone. Bambini e adolescenti profughi vivono in Grecia nelle condizioni più precarie, abbandonati al loro destino. Non possiamo continuare a tenere gli occhi chiusi!

     

    Il Consiglio federale deve agire ADESSO:
     

    Protezione per bambini e adolescenti in fuga

  • Grazie !

    1 0 2 3 7 sostenitori

  • Petizione per ottenere il trasferimento in Svizzera di 200 bambini e minorenni profughi non accompagnati (anche senza legami familiari in Svizzera) al fine di avviare la procedura d'asilo.

    Migliaia di profughi bambini e minorenni non accompagnati vivono senza alcun supporto nella disperazione dei campi profughi delle isole greche nell’Egeo. Venerdì 24 gennaio 2020, la Consigliera federale Karin Keller-Sutter ha ufficialmente riconosciuto questa crisi umanitaria e ha annunciato che il Governo pianifica di accogliere profughi minorenni dalla Grecia. Pone però la condizione che questi minorenni abbiano legami familiari in Svizzera. Tuttavia, a causa delle condizioni precarie della Grecia, la Svizzera è comunque obbligata a farlo ai sensi degli articoli 6 e 8 del regolamento di Dublino. I firmatari invitano pertanto la consigliera federale Karin Keller-Sutter a compiere un autentico gesto di umanità e ad accogliere 200 bambini e adolescenti non accompagnati. In Svizzera dovrebbero ricevere una protezione adeguata.

     

    Noi chiediamo che:

     

    1. Il Consiglio federale autorizzi l’ingresso in Svizzera di 200 bambini e adolescenti profughi per avviare la procedura di asilo, indipendentemente dal fatto che questi minorenni abbiano o meno legami familiari in Svizzera.

    2. Il Consiglio federale selezioni i bambini rifugiati non accompagnati in base a criteri di vulnerabilità (ad esempio l'età) e stabilisca le modalità di organizzazione dell'ingresso in Svizzera.

    3. Lo Stato metta a disposizione dei rifugiati minorenni, appena raggiungono la Svizzera, un collocamento adatto, cure idonee, una rappresentanza e una procedura di asilo corretta.

     

     

    Perché c’è bisogno dell’aiuto della Svizzera


    Le condizioni in Grecia sono assolutamente insostenibili. Attualmente, oltre 5200 bambini e adolescenti non accompagnati da un adulto di riferimento vivono in condizioni estremamente precarie in campi profughi come quello di Moria (Lesbo) nelle isole Egee, in Grecia. I campi sono estremamente sovraffollati e le condizioni di vita sono disastrose. Nel campo di Moria, originariamente progettato come base militare per 2800 persone, alla fine del 2019 vi vivevano oltre 19'000 profughi, oltre 40 per cento dei quali sono bambini. Più di 1000 tra loro senza i loro genitori, e vivono in queste condizioni senza in queste condizioni senza un alloggio adeguato e senza assistenza e rappresentanza da parte di professionisti.

     

    Karin Keller-Sutter riconosce e conferma questa crisi umanitaria e la necessità di agire. I firmatari apprezzano il piano d’azione che Karin Keller-Sutter promette per la Grecia. Anche l'accoglienza in Svizzera di bambini e adolescenti con legami familiari in Svizzera contribuisce a migliorare la situazione di alcuni bambini profughi. La Svizzera però è già obbligata ad accogliere questi bambini profughi con legami in Svizzera, se ciò va a vantaggio dei soggetti (vedi accordo di Dublino art. 6 e 8). È comunque urgente andare oltre queste richieste minime di Dublino e concedere protezione anche ad altri bambini ed adolescenti non accompagnati che si trovano nella miseria dei campi profughi. Pertanto, occorre un ulteriore gesto umanitario che comporti la scelta di 200 bambini profughi secondo criteri di vulnerabilità, per trasferirli in Svizzera.

     

    La Svizzera già dispone delle strutture necessarie. Nell’ambito della procedura accelerata di asilo (in atto dal 1° marzo 2019) e della connessa costruzione di centri federali d’asilo, sono stati messi a disposizione posti d’accoglienza specificamente per minorenni non accompagnati richiedenti asilo. In quest’ambito, il 1° gennaio 2020 è stato introdotto il nuovo e migliorato concetto per la sistemazione e l’assistenza di profughi minorenni non accompagnati, per soddisfare nel modo migliore i bisogni specifici di questi bambini e adolescenti. Inoltre, il numero di profughi in Svizzera è al livello più basso dal 2009, mentre il numero di profughi alle frontiere esterne dell’area Schengen cresce ad oltranza e sovraccarica il sistema di asilo.

     

    I bambini profughi senza genitori sono particolarmente vulnerabili e hanno bisogno di particolare protezione. Secondo la convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, i bambini hanno diritti particolari. In Grecia però, a causa del sovraccarico perenne dello Stato e delle strutture mancanti, si ritrovano in una situazione estremamente precaria, e di conseguenza, la citata convenzione ONU non può essere rispettata. A causa della mancanza di sistemazioni adeguate ai bambini, di assistenza e rappresentanza, di meccanismi di protezione o di promozione, i bambini sono frequentemente vittime di traumi ulteriori che impattano ulteriormente negativamente sul loro sviluppo.

     

    Molto differenti sono i motivi per i quali bambini e i giovani sono fuggiti in Europa senza essere accompagnati dai loro genitori o tutori. Molti di loro, per esempio, hanno perso i genitori in guerra o durante la fuga in pericolo di vita, altri sono stati separati con la forza dai loro genitori da bande criminali di trafficanti. Senza accompagnamento, ciascuno di questi bambini è esposto a pericoli ancor più gravi ed innumerevoli di quelli che una fuga già comporta: rischiano abusi, aggressioni sessuali, violenze fisiche e psicologiche o lavori forzati. Non è raro che bambini e adolescenti scompaiano dai sovraffollati campi profughi greci, catturati e prelevati da trafficanti di esseri umani, mentre la polizia e le autorità competenti non si danno nemmeno la pena di chiarire o seguire la loro sparizione. Non c’è dubbio che con il trasferimento in Svizzera, questi minori non accompagnati beneficherebbero di una protezione migliore. Per di più, potrebbero beneficiare di un processo di asilo giusto, di una sistemazione adeguata e di un’assistenza e rappresentanza adeguata. Perciò è ora che la Svizzera agisca e vada oltre gli obblighi minimi richiesti dall’accordo di Dublino.

  • Bloccati sull'isola

    Possiamo agire.

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    Testimonianze

    «Allein auf Lesbos sitzen unter unsäglichen Bedingungen rund 19'000 Flüchtlinge fest, unter ihnen mehr als 1000 unbegleitete Kinder. Gleichzeitig vermelden die Schweizer Asylbehörden Ende Januar die tiefsten Asylgesuchzahlen seit 2007. Die Aufnahme von 200 Kinderflüchtlingen aus Griechenland müsste unter diesen Umständen eigentlich selbstverständlich sein.»

    Amnesty International Schweiz

    «Die prekäre Situation auf den Ägäis Inseln fordert unsere solidarische Unterstützung. Kindern und Jugendlichen stehen gemäss der Kinderrechtskonvention besondere Rechte zu. Die Schweiz mit ihrer humanitären Tradition sollte unbedingt Kinderflüchtlingen den notwendigen Schutz bieten.»

    Sibel Arslan, Nationalrätin, Juristin

    «Die Übernahme der unbegleiteten Kinderflüchtlinge mit Familienbezug zur Schweiz - wie sie Karin Keller-Sutter angekündigt hat - ist, sofern es dem Wohl des Kindes dient, eine Verpflichtung aus dem Dublin Abkommen.»

    Katarina Socha, Juristin im Asyl- und Ausländerrecht.

    «Flucht ist eine enorme psychische und physische Belastung. Alle Personen bedürfen mehr Schutz und Unterstützung, insbesondere Kinder, die die Zukunft unserer Gesellschaften in sich tragen.»

    Solinetz Basel

  • Über uns

    Katarina Socha ist hauptberuflich Rechtsvertreterin von Erwachsenen und Kindern im Asyl- und Ausländerrecht. Sie hat im Jahr 2016 mehrere Monate auf Lesbos im Einsatz für geflüchtete Menschen verbracht und weiss über die prekäre Situation auf den ägäischen Inseln aus erster Hand Bescheid. Auch Marco Piffaretti hat im Winter 2015/16 als Freiwilliger in einem Flüchtlingscamp auf Lesbos gearbeitet. Er ist Masterstudent in European Global Studies und Spezialist für Kampagnen. Jacqueline Schmid ist Gymnasiallehrerin mit einem grossen Interesse an gesellschaftspolitischen Themen und ist verantwortlich für eine klare Sprache und strukturierte Texte.

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